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BRIATICO IL GIORNO DOPO: LA VERA STORIA DI FRANCESCO GRASSO

17 dicembre 2008

A cura di Massimiliano Riverso

A poche ore di distanza dal drammatico pomeriggio di sangue, un silenzio surreale avvolge le vie dell’ameno centro vibonese. Il tempo sembra essersi fermato alle ore 13:45 del 16 dicembre, quando la follia omicida di Francesco Grasso si è abbattuta contro l’inerme Vincenzo Rizzo, contadino di 69 anni, freddato da due fucilate alle tempie sotto la sua abitazione.

La sequenza omicida non si è limitata esclusivamente al delitto di Rizzo, ma seguendo il copione di un interminabile incubo, si è protratta per oltre 2 ore, seminando panico e morte.

Giuseppe Mazzitelli, conducente dello scuolabus, ed ‘i suoi’ bambini si sono salvati miracolosamente, solo grazie alla prontezza e al coraggio dell’uomo, capace di portare al riparo da ogni pericolo i piccoli scolari, nonostante le ferite riportate nel corso della sparatoria avvenuta in corrispondenza dell’abitazione di Rizzo.

Sciaguratamente, non è potuto scampare alla furia omicida di “Ciccia u pacciu” Vincenzo Grasso, cugino di Francesco, raggiunto pochi minuti dopo l’assassinio di Rizzo nel proprio podere. Il tentativo disperato della moglie di avvertire l’uomo, riguardo la tragedia consumatosi a Mandaradoni, non ha avuto successo. Il pacifico contadino è stato ucciso, da distanza ravvicinata, con alcuni colpi di fucile alla testa.

Il pomeriggio di ordinaria follia ha creato una crepa profonda nell’animo della comunità vibonese.

Dolore e rassegnazione si mescolano alla rabbia della popolazione nei confronti di coloro, che sottovalutando le condizioni psico-fisiche di Francesco Grasso, non hanno espletato in pieno il proprio dovere, causando indirettamente la tragedia attuale.

La cronaca riportata superficialmente da molti mezzi di informazione, tra i quali il nostro CalabriaNotizie24, presenta delle inesattezze, inoltre ha dipinto un quadro completamente avulso dalla realtà sociale dell’ambiente locale.

Nessuna eredità da spartire, nessun isolamento da parte dei compaesani, nessun isolamento abitativo, nessun sberleffo da parte di alcuno: l’omicida dei suoi due cugini, si era auto-isolato da tempo, ma nessuno gli aveva tolto il saluto o altro rapporto normale di convivenza.

Secondo le testimonianze provenienti direttamente dalla ‘voce’ di Briatico, non si sono verificati litigi tra l’omicida e le vittime, sin dalla famigerata aggressione del 1996, ma esclusivamente il montare del sentimento di odio nell’anima fragile di Grasso per le sue condizioni di instabilità psichica, aggravate dalla morte della amata madre, che assisteva in quanto portatrice di handicap.

In un primo momento Francesco Grasso venne arrestato, ma la sua detenzione risulta inutile, in quanto l’uomo non è stato sottoposto ad un programma di cure adeguate rispetto al quadro clinico diagnosticato, che prevede una diffusa patologia psichica.

Rimesso in libertà, torna ad abitare nella sua casa, proprio dinnanzi alla dimora del cugino Vincenzo Rizzo, oggi vittima ed allora paciere.

Francesco Grasso, devastato dall’umore nero e dal peso insopportabile del grave lutto familiare, già in precedenza aveva dimostrato il suo lato aggressivo tentando di aggredire anche altri compaesani.

Il rammarico condiviso dalla intera popolazione di Briatico, è la constatazione che, dopo il grave episodio del 1996, il malessere di Grasso fu sottovaluto dalle strutture sanitarie di competenza, che probabilmente tramite un opportuno programma di recupero avrebbero potuto evitare l’immane tragedia che ha coinvolto le famiglie delle vittime e l’intera comunità pacifica del borgo.

Concludo con una testimonianza di un nostro lettore:

” Se qualcuno avesse fatto a suo tempo, quello che tutti ritenevamo il giusto, oggi non ci sarebbe da piangere per la morte di due onestissimi lavoratori, che lasciano nella disperazione le loro famiglie e chi li ha coosciuti ed amati, nonchè per la rovina della medesima famiglia laboriosa dell’omicida! Attendiamo giustizia anche nei confronti di chi non ha fatto in pieno il proprio dovere, causando indirettamente la tragedia attuale”

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