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BRIATICO – UN POMERIGGIO DI ORDINARIA FOLLIA. RACCONTO DI UN DUPLICE OMICIDIO PER UN PUGNO DI TERRA

17 dicembre 2008

A cura di Massimiliano Riverso

Briatico si trasforma in “far west”, ma non ci troviamo sul set del ‘epico film “Per un pugno di dollari”. Due vittime ed un ferito: una vera e propria mattanza. E’ questo il drammatico bilancio della sparatoria avvenuta nel primo pomeriggio a Mandaradoni di Briatico, frazione dell’ameno comune vibonese adagiato sulle scogliere della costa degli dei.

IL PROGETTO OMICIDA

Il raptus omicida di Francesco Grasso, noto in paese col soprannome di ”Ciccio il pazzo”, ha origini molto lontane: dissidi familiari e questioni di interesse legate alla spartizione di alcune proprietà agricole.

Il piano di rivalsa dell’uomo prevedeva un duplice delitto. Nella vendetta di stampo familiare, a farne le spese sono stati Vincenzo Rizzo e Vincenzo Grasso, legati da stretti rapporti di parentela con il loro killer.

La sequenza omicida inizia nel primo pomeriggio, poco dopo la chiusura delle scuole. Francesco Grasso, armato di un fucile a pallettoni, decide di mettere in atto quella vendetta maturata in anni di dissapori e furibondi litigi.

L’ira funesta si abbatte inizialmente sull’inerme Vincenzo Rizzo, contadino di 69 anni, freddato da due fucilate alle tempie sotto la sua abitazione. L’impeto sanguinario non si placa dopo l’esplosione dei micidiali proiettili, e quando Rizzo cade esamine a terra, continua ad infierire sul cadavere sparando altri colpi.

Trascorsi pochi istanti dall’assassinio di F.Rizzo, sulla scena del delitto arriva uno scuola bus sul quale viaggiavano 7 bambini. Il conducente Giuseppe Mazzitelli, di 60 anni, vede Francesco Grasso chino sul cadavere dissanguato del cugino ed istintivamente si ferma. La tragedia potrebbe assumere contorni apocalittici quando F.Grasso, senza un minimo di esitazione, spara un ulteriore raffica di colpi che manda letteralmente in frantumi il parabrezza del mezzo.

Mazzitelli viene ferito gravemente, mentre sono rimasti miracolosamente illesi tutti gli alunni che viaggiavano a bordo del mezzo. L’autista è stato tempestivamente trasportato al nosocomio ‘Jazzolino’ di Vibo Valentia, ma non corre alcun pericolo di vita.

Francesco Grasso, a quel punto, resta imperturbabile tra la baraonda generale, e riflette solo pochi istanti. Imbracciando ancora il fucile si allontana rapidamente dalla scena del crimine, addentrandosi nel cuore delle campagne di Briatico. Il suo obiettivo è il podere del cugino Vincenzo Grasso, coltivatore diretto di 67, distante circa 500 metri. L’uomo aveva un conto in sospeso con il parente, che risale al  lontano 1996, quando l’ennesima lite finì a coltellate. In quella occasione Vincenzo Grasso aveva fatto da paciere, evitando il peggio, proprio Vincenzo Rizzo.

Pochi minuti dopo l’assassinio di Rizzo, il killer raggiunge il cugino indaffarato nella attività quotidiana di manutenzione agricola. Da distanza ravvicinata lo fredda con alcuni colpi di fucile alla testa. Anche la morte di Grasso, come quella di Rizzo, e’ istantanea.

LA FUGA

Portato a compimento il piano criminale, Grasso si barrica in un primo momento nella propria abitazione. Sentendosi ormai in trappola e allarmato dalle sirene delle volanti, tenta affannosamente di far perdere ogni sua traccia addentrandosi nel cuore delle campagne di Briatico, e portando con sé l’arma del delitto.

I militari stanno setacciando palmo a palmo una vasta zona rurale, ma resta un mistero sul luogo ove si nasconde il duplice omicida di Mandaradoni.

Il dato piu’ drammatico della vicenda e’ che Grasso ha portato con se’ il temibile fucile a pallettoni con cui ha sparato ai cugini ed all’autista. Elemento che induce gli investigatori a non escludere che il contadino, dopo l’esecuzione dell’omicidio emotivo, possa essersi suicidato. Un dubbio che e’ motivato anche dalle condizioni psicofisiche di Grasso, tutt’altro che stabili.

Un pomeriggio di ordinaria follia ha letteralmente sconvolto la comunità di Briatico, catapultata improvvisamente in una dimensione cinematografica consona ai sanguinosi thriller americani. La storia raccontata non è la trama di un classico romanzo criminale, ma la sanguinosa realtà di una terra ancora in lotta per un misero pezzo di terra.

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