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BRIATICO – DOPO IL DUPLICE OMICIDIO SI TEME IL SUICIDIO DI FRANCESCO GRASSO

17 dicembre 2008

Francesco Grasso si è dileguato nel nulla, scomparendo negli impervi anfratti delle campagne vibonesi.

Un uomo distrutto da una esistenza difficile, vissuta in completa solitudine all’interno di una piccola abitazione rurale, immersa nel cuore dell’amato podere.

Senza una famiglia e frequentemente isolato dalla vita sociale del paese, Grasso fugge da un’amara realtà, portando con sé il peso opprimente della disperazione e del folle raptus omicida tramutatosi in una vera e propria mattanza familiare.

I problemi di natura psicologica hanno fortemente condizionato la vita di Francesco, costretto ad evitare scherni e sberleffi quotidiani dei compaesani. Il soprannome di “Ciccio o’ Pazzo”, era un barriera insormontabile da valicare, un ostacolo che lo proiettava nel triste mondo dell’isolamento estraneo al cuore pulsante di Briatico ed ai rapporti sociali con le persone.

La vendetta maturata nei confronti dei cugini, è frutto di uno storico scisma familiare, legato a motivi di interesse nella spartizione dell’eredità.

I frequenti dissidi e le furibonde liti hanno indotto nell’uomo un  sentimento di odio incontrollabile ed il desiderio irrazionale di rivalsa nei confronti dei rivali

Francesco Grasso aveva un conto in sospeso con Vincenzo Rizzo e Vincenzo Grasso.

Nel 1996, aveva avuto una lite con Vincenzo Grasso, sempre per motivi d’interesse, nel corso della quale il cugino rimase gravemente  ferito a coltellate. Alterco nel corso del quale Vincenzo Rizzo tentò di rivestire il ruolo da paciere. Tale comportamento non è stato mai compreso da Francesco Grasso, che da quel giorno maturò contro V.Rizzo la sete di vendetta che ha deciso di mettere in atto oggi dopo avere ucciso Vincenzo Grasso. Le fratture sono arrivate al punto da indurre Francesco Grasso ad organizzare e mettere in atto un progetto omicida ai danni dei due cugini. Una follia insana alimentata dall’odio verso i due cugini.

”Mi hanno rubato la terra – aveva confidato l’uomo ad alcuni conoscenti – e per questo, prima o poi, la dovranno pagare”.

”Non puo’ sfuggirci”, dicono adesso i carabinieri. ”L’unico dubbio – aggiungono – e’ se lo troveremo vivo o morto”. L ’attivita’ d’indagine, condotta dai carabinieri, e’ coordinata dal procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, e dal pm Simona Cangiano. Una banale questione d’interesse si e’ trasformata cosi’ in una tragedia sulla quale, nell’attesa che il duplice omicida venga trovato, non e’ stata ancora posta la parola fine

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