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CROTONE – A VILLA GIOSE SENZA STIPENDIO DA GENNAIO. RIESPLODE LA PROTESTA

18 giugno 2008

riesplode il caso “villa giose”

Crotone – Riesplode in modo fragorosa la protesta dei circa 80 lavoratori (tra personale a tempo indeterminato e collaboratori) della casa di cura privata ‘Villa Giose’, senza stipendio dall’inizio dell’anno

Così come 3-4 lavoratori andati in pensione nel 2007 sono sempre in attesa che venga liquidato loro il trattamento di fine rapporto (Tfr). La mattina di lunedì 16 giugno è iniziato uno sciopero di 24 ore, cessato alle ore 8 di martedì, proclamato da Cgil, Uil e Cisal. Sempre lunedì i dipendenti hanno anche inscenato un corteo di protesta davanti la sede della clinica in via Gioacchino da Fiore, nel quartiere Tufolo di Crotone. Per mercoledì 18 giugno, invece, è già fissato in prefettura (alle ore 11) il tentativo di conciliazione tra le parti sociali. Sotto la sede dell’ufficio territoriale del governo, in concomitanza con la riunione, è fissata anche un’assemblea dei lavoratori.

I rapporti sindacali nella casa di cura sono pessimi. I lavoratori e le organizzazioni che li rappresentano, ritengono ormai la proprietà aziendale inaffidabile poiché, denunciano, sono stati diversi gli impegni finora presi e non mantenuti. La vertenza a Villa Giose si trascina ormai da cinque mesi. In ballo c’è anche un piano di ristrutturazione per ridurre i costi con 22 licenziamenti, presentato e poi congelato.

Da marzo i dipendenti sono stati anche sospesi mentre venivano effettuati lavori di ristrutturazione alla struttura della clinica. La ripresa dell’attività, più volte annunciata e rinviata, è avvenuta effettivamente solo dal 15 maggio, con il ritorno in corsia di tutto il personale: ausiliario, infermieristico, amministrativo e medico. Degli stipendi maturati e non corrisposti, invece, ancora non c’è traccia. Da qui l’esasperazione raggiunta dai dipendenti, che hanno deciso di scioperare ancora prima del tentativo di conciliazione.

Nella vertenza, oltre agli aspetti economici e finanziari (l’azienda, secondo fonti sindacali, deve riscuotere crediti ma in misura maggiore saldare debiti), si inserirebbero anche elementi di conflitto che attengono al diritto del lavoro. Durante il periodo in cui il personale è rimasto sospeso, infatti, secondo i sindacati, nella clinica hanno continuato a lavorare una ventina di lavoratori interinali (tra addetti alle pulizie ed infermieri). Questi ultimi, assunti dall’agenzia di somministrazione lavoro Nuove Frontiere con stipendi inferiori a quelli del personale a tempo indeterminato, sarebbero stati ceduti poi alla cooperativa Aretè.

Ciò che i sindacati confederali non riescono a capire è perché l’azienda non abbia continuato a mantenere in servizio una parte del proprio personale assunto invece di ricorrere all’esterno. Inoltre, gli interinali, provenienti in maggioranza da fuori provincia, continuano a prestare servizio affiancando il resto del personale, ma in alcuni casi si sarebbero verificate situazioni incresciose con i dipendenti regolarmente assunti costretti ad essere coordinati da quelli precari subendo pure discriminazioni.

(e.gen.) Il Crotonese

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