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IL MARE DI SOVERATO TRASFORMATO IN UNA FOGNA A CIELO APERTO. PREOCCUPANTI LE CONDIZIONI DEL TORRENTE BELTRAME

6 giugno 2008
Sciaguratamente i presagi sembrano essere davvero infausti per la bella stagione che sta, praticamente, per aprire i battenti.

Soverato – Il mare di Soverato è oramai da diversi giorni una fogna a cielo aperto. Questo è il ripugnante scenario ambientale che si presenta da circa più di due settimane agli occhi di turisti, residenti, habituè del posto che fanno le prime abluzioni pre-estive.

Sciaguratamente i presagi sembrano essere davvero infausti per la bella stagione che sta, praticamente, per aprire i battenti. Ieri mattina e nei giorni scorsi alla foce del fiume “Beltrame” l’aria era impregnata del classico odore nauseabondo, larghissime chiazze di colore marrone, dagli inizi del mese di maggio, hanno invaso le acque del mare, compromettendo di fatto la loro balneabilità. Purtroppo la ditta “Nicola Galeano” incaricata della bonifica, con la pala meccanica del proprio mezzo cingolato, sta cercando di fare tutto il possibile, per arginare in qualche modo l’espandersi in mare dell’enorme macchia di melma. L’intervento costituisce, però, poco più che solo un semplice ed inefficace palliativo. Ciò non basta, occorre fare tanto altro, per risolvere quella che si preannuncia un’ecatombe ambientale. Il problema è di ben altra natura, ovvero di carattere strutturale è, quindi, di non facile soluzione: nonostante il depuratore di località “Pasquali” funzioni (almeno in questi ultimi tempi), le cause dell’inquinamento deriverebbero  dalla rete fognaria di alcuni Comuni viciniori, che invece di essere collettati direttamente al depuratore consortile di Soverato, scaricherebbero abusivamente nella foce del corso d’acqua del “Beltrame”. Proprio nei giorni scorsi, una delle ruspe della ditta Galeano, durante l’opera di ripulitura dell’alveo della fiumara e dell’arenile, ha scoperto l’esistenza di uno di questi allacci illeciti, dalla cui conduttura sgorgano liquami maleodoranti. Non è ammissibile che qualcuno di questi Comuni confinanti, ossia: Petrizzi, Montepaone, Montauro, Gasperina, Stalettì, a tutt’oggi, mantengano simili condotte vietate, che rischiano di far scoppiare una catastrofe di proporzioni inusitate per tutto l’ecosistema marino, oltre che un disastro per l’economia turistica dell’intero nostro comprensorio.

GAZZETTADELSUD

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