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CATANZARO – IL RIESAME RESPINGE L’ISTANZA DELLA “GATTO COSTRUZIONI”, CONFERMATO IL SEQUESTRO DEL MULTIPIANO

6 giugno 2008

«Il ricorso non può essere accolto». Il Tribunale del Riesame respinge l’istanza della “Gatto costruzioni” e conferma, di fatto, il sequestro preventivo d’urgenza dell’edificio multipiano di via Argento.

Catanzaro –  La pronuncia del Tdl, presieduto da Adalgisa Rinardo, è tata depositata ufficialmente ieri mattina. E chiude, almeno per il momento, una tappa importante della storia – controversa – del palazzo a 15 elevazioni ultimato ormai per il 98% dalla società dell’ing. Giuseppe Gatto.

Una volta approfondite le motivazioni a suppoto della decisione del Riesame, l’avv. Francesco Pullano – legale della “Gatto costruzioni” – stabilirà il da farsi. Nelle more l’edificio resta sottoposto a sequestro giudiziario. E i lavori, sospesi da alcune settimane, non possono riprendere. Il sequestro è stato disposto dal procuratore capo facente funzioni, Salvatore Murone, e dal sostituto procuratore Salvatore Curcio, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda proprio l’iter autorizzativo e realizzativo del multipiano. Nel registro degli indagati, oltre all’ing. Giuseppe Gatto, sono iscritti il fratello Fabio, i co-progettisti Franco Casale e Maria Grazia Michetti, il direttore dei lavori Antonio Aulicino, e ancora Vincenzo Frustaci, Alfonso Libico e Valerio Matera. A tutti vengono contestati reati di natura edilizia sulla base di una perizia commissionata dalla Procura della Repubblica, che ha portato al sequestro eseguito lo scorso 15 maggio dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria.

Prima della “tappa” al Tribunale del Riesame, il sequestro del multipiano aveva già incassato la conferma del gip Antonio Battaglia, che aveva convalidato il provvedimento vergato dal procuratore Murone e dal pm Curcio. Il principale fronte di contestazione da parte dell’accusa riguarda l’ubicazione di un terzo dell’edificio a ridosso del costone del Musofalo, in un’area che – stando alla tesi delle Procura – è da classificarsi come instabile e quindi sottratta alla costruzione. Nel provvedimento del gip, inoltre, si sottolinea l’anomalia, che sarebbe avvenuta in sede di approvazione regionale del piano dei parcheggi, relativa al presunto inserimento di una norma che avrebbe eliminato il rapporto (che doveva essere del 56%) tra le superfici lorde destinate a parcheggio pubblico ed il totale; un’operazione che avrebbe avuto come conseguenza la realizzazione di 26 posti auto pubblici a fronte dei 300 previsti inizialmente.

Tesi, quelle della Procura, contestate apertamente dalla “Gatto costruzioni”. Lo stesso avvocato Pullano, davanti al collegio presieduto da Adalgisa Rinardo e composto anche dai giudici Pietro Scuteri e Giuseppe Perri, ha sostenuto l’inconfigurabilità dei reati ipotizzati a carico degli indagati e criticato nel merito le risultanze della super-perizia alla base del sequestro del palazzo.

Tra le alterne vicende del multipiano di via Argento – una delle più imponenti strutture mai state realizzate in città – c’è stata anche l’ipotesi di un trasferimento degli uffici della Procura e della polizia giudiziaria; poi l’idea, ventilata sotto la passata Amministrazione comunale ed ereditata da quella attuale, è stata scartata anche per l’indisponibilità della ditta costruttrice.

Il progetto dell’edificio fu sbloccato definitivamente dal Tar nel 2000; in quell’occasione, infatti, il Tribunale amministrativo regionale rigettò il ricorso presentato dagli allora capigruppo di minoranza in Consiglio comunale e da due cittadini che abitavano vicino all’area dov’è sorto il nuovo fabbricato. Contro il ricorso si erano schierati davanti al Tar il Comune e l’impresa che aveva proposto il progetto.

Fonte GazzettadelSud
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