Skip to content

OPERAZIONE ‘EFFETTO DOMINO’ – ECCO COME LA ‘NDRANGHETA IMPONEVA IL PAGAMENTO DEL PIZZO

5 giugno 2008
Colpiti i principali esponenti delle famiglie mafiose piu’ importanti delle province di Catanzaro e Vibo Valentia

Catanzaro -Ci sono anche le dichiarazioni di un pentito all’origine dell’ operazione ‘Effetto Domino’ che ha portato stamani all’arresto di 12 esponenti della ‘ndrangheta per estorsione, esponenti delle famiglie mafiose piu’ importanti delle province di Catanzaro e di Vibo Valentia.

Quella di oggi, hanno spiegato gli investigatori della Polizia e di Carabinieri nel corso di una conferenza stampa e’ il proseguio dell’operazione “Domino”, portata a termine nelle settimane scorse. Tra gli episodi estorsivi contestati alle persone arrestate dalla Polizia di Stato su ordine della DDA del capoluogo spicca quello commesso dalla cosca Anello-Fruci nell’ambito della realizzazione dei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria sulla tratta di Acconia di Curinga tra le province di Catanzaro e VIbo. Una somma pari a 100 milioni delle vecchie lire doveva essere corrisposta a titolo di estorsione da un imprenditore impegnato nella esecuzione dei lavori di ammodernamento dell’autostrada agli uomini della cosca Anello-Fruci. Le dazioni di denaro dell’imprenditore estorto dalla ‘ndrangheta si protraevano dal 1999, anche con la mediazione di appartenenti alla potente cosca Iannazzo di Lamezia Terme. Altre estorsioni sono state commesse dalla cosca Anello-Fruci nell’ambito della realizzazione dei parchi eolici di Serra Pelata e Piano di Corda, di Polia, di Cortale. 50.000 euro e’ la somma che un imprenditore lametino e’ stato costretto a pagare a titolo di estorsione a Passafaro Antonio e ad uno dei suoi fratelli successivamente assassinato, in relazione ai lavori di realizzazione della tratta ferroviaria Settingiano-Catanzaro Lido. I Passafaro avevano inoltre imposto allo stesso imprenditore il noleggio a caldo di mezzi d’opera di loro proprieta’ per un importo superiore a quello di mercato, procurando alla vittima un danno superiore a 43.000 euro. 3000 euro e 3500 euro sono le somme che un imprenditore dell’hinterland lametino e’ stato costretto a pagare a titolo di estorsione ai Gualtieri in relazione alle forniture effettuate ad una ditta di Lamezia Terme che stava eseguendo i lavori di sistemazione della strada che porta alla zona di Pianopoli e di quella limitrofa al ristorante La Pigna di Lamezia Terme. Un altro imprenditore era stato costretto da Passafaro Salvatore e da uno dei suoi fratelli successivamente assassinato a rinunciare a concorrere nell’aggiudicazione dell’appalto di un cavidotto di una ditta impegnata nella realizzazione di un parco eolico in quanto ricadente nel territorio sottoposto alla loro influenza criminale. Due euro per ogni metro cubo di calcestruzzo dovevano essere pagati dall’imprenditore estorto alla famiglia Anello. Per le forniture del calcestruzzo necessario per la realizzazione di un parco eolico l’imprenditore avrebbe dovuto sborsare alla mafia 50.0000 curo di estorsione. La mazzetta da pagare per ogni lavoro pubblico variava in termini percentuali dal 2 al 3%. In alcune occasioni l’imprenditore era stato addirittura costretto a rinunciare a partecipare ad una parte dei lavori di realizzazione dei parchi eolici o a concedere addirittura i subappalti. Per garantirsi la tranquillita’ ambientale l’imprenditore era costretto a pagare ad una cosca uno “stipendio” di 1030 curo al mese, all’altra 6.000 curo ogni sei mesi. Altre volte l’imprenditore era costretto a fornire calcestruzzo per la realizzazione di lavori privati degli appartenenti alla cosca. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare appartengono a diverse consorterie mafiose operanti nella provincia di Catanzaro. Tutte sono attive nel settore delle estorsioni. La cosca degli Anello fu duramente colpita nel 2003 da un’operazione di polizia portata a termine dalla Squadra Mobile di Catanzaro nell’ambito della quale erano state arrestate 21 persone. Gli imprenditori vittime di estorsioni erano costretti a fornire gratuitamente ai Fruci materiale edile che essi dovevano, a loro volta, dare in regalo ad esponenti di primo piano della cosche Vallelunga di Serra San Bruno e Giampa’ di Lamezia Terme. Un imprenditore impegnato nei lavori di demolizione del cavalcavia sul fiume Corace di Roccelletta di Borgia e’ stato costretto a consegnare a titolo gratuito a Bevilacqua Domenico ed ad altri zingari di Catanzaro materiale ferroso per un valore di 8.000 curo. Le operazioni “domino” e “effetto domino” – e’ stato evidenziato – sono frutto anche della collaborazione fornita agli investigatori della Squadra Mobile da diversi imprenditori di Lamezia Terme e dell’hinterland lametino che, dopo varie resistenze dovute alla paura di subire atti cruenti di ritorsione da parte dei clan che gestiscono il racket, hanno deciso di offrire il loro contributo alla giustizia evidentemente stanchi di sottostare alle continue angherie e ai soprusi dei clan.

FONTE CATANZAROINFORMA.IT
Annunci
No comments yet

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: