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DELITTO COSSARI, PORTA NELLA LOCRIDE UNA PISTA SULL’OMICIDIO DI BORIGIA IL CASO SAREBBE LEGATO ALL’AGGUATO CATALISANO

3 giugno 2008
Proprio sull’arma utilizzata per uccidere Cossari si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti.

ROCCELLETTA DI BORGIA (CZ) – Portano alle cosche più importanti della regione, come quelle della locride, di Serra San Bruno e di Isola Capo Rizzuto le indagini sull’omicidio di Salvatore Cossari, il quarantanovenne trucidato barbaramente sabato scorso, intorno alle 19,45, in uno spiazzo in cemento antistante un esercizio commerciale di Roccelletta di Borgia. Sul posto dell’agguato rimangono ora solo i segni del gesso sul cemento: i cerchi dove sono rimasti i bossoli e i segmenti che segnano dove si trova l’auto di Cossari al momento in cui il killer ha fatto fuoco.

Proprio sull’arma utilizzata per uccidere Cossari si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti. Un fucile da guerra, molto probabilmente di fabbricazione russa, e di una forza di fuoco dirompente. Basta digitare su “You Tube” qualche sigla di questi strumenti di morte per rendersi conto della loro pericolosità e distruzione.
Contro Cosari è stato scaricato un intero caricatore che di solito è composto da venti proiettili.
Lo stesso numero dei bossoli trovati sul luogo del delitto. E l’espulsione dei bossoli è compatibile con il fucile d’assalto. L’arma ha anche poco rinculo ed è dotata di un calcio che si può piegare a 180 gradi. Cosa che ha favorito il killer sia per nascondere l’arma prima e dopo l’omicidio, magari dentro un giubbotto.
Un’arma così sofisticata ha un costo non indifferente e, secondo gli investigatori, solo una cosca molto “potente” avrebbe la possibilità di dotare i suoi sicari di un tale fucile.

Ma non sarebbe la sola pista seguita dagli inquirenti che starebbero indagando su un’intimidazione subita da alcune persone molto vicine a Leonardo Catalisano, l’imprenditore sfuggito ad un agguato una settimana prima dell’omicidio di Salvatore Cossari. I due casi, secondo gli investigatori, sarebbero collegati.
Ignoti avrebbero sparato contro queste due persone come “avvertimento”. Tanto che, a quanto sembra, i due avrebbero lasciato il territorio borgese per una destinazione ignota. Ma non sarebbero i soli. Anche altre persone, a quanto sembra, dopo l’omicidio di Salvatore Cossari sarebbero partiti facendo perdere le loro tracce.

Un’altra pista seguita dagli investigatori sarebbe quella legata ad alcune “amicizie” politiche influenti che avrebbero, nel corso degli anni, consolidato il legame tra la criminalità organizzata di Borgia e alcuni esponenti politici locali. Ma su quest’ultimo punto, le bocche degli investigatori sono cucite ermeticamente. Anche se non fanno mistero che, a breve, potrebbero esserci su questo fronte degli sviluppi eclatanti.

Intanto, si è appreso che solo questa mattina sarò conferito l’incarico al patologo forense dell’Università “Magna Græcia”, prof. Giulio Di Mizio, per l’esame autoptico. Il fascicolo dell’inchiesta si troverebbe ancora sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica di turna al momento dell’omicidio, Andreana Ambrosino.
Sarà proprio lei che oggi darà l’incarico per eseguire l’autopsia. Poi il caso passerà quasi sicuramente nelle mani del sostituto procuratore della Dda, Gerardo Dominijanni. Magistrato che si sta occupando anche dei precedenti omicidi della zona.

Giuseppe Mercurio

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