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DALLA GAZZETTA DEL SUD – ENNESIMO AGGUATO A ROCCELLETTA, L’IMPRENDITORE SALVATORE COSSARI UCCISO A COLPI DI FUCILE

1 giugno 2008
Un fragore assordante. Poi la fuga. A quanto sembra in direzione sud. Sempre sulla statale 106. Lasciano alle loro spalle solo la morte

Le luci di posizione dell’auto ancora accese. La chiave infilata nel quadro della vettura. Non si è neanche reso conto di quello che stava succedendo Salvatore Cossari, 49 anni, l’imprenditore di Borgia trucidato ieri sera nella frazione Roccelletta del comune di Borgia.
Due persone a bordo di un motociclo, secondo una prima sommaria ricostruzione dei carabinieri, avrebbero visto Cossari che stava arrivando nei pressi di un esercizio commerciale che si trova sulla strada statale 106, a quell’ora molto trafficata. Era il momento giusto per far scattare l’agguato. I due si sono velocemente avvicinati all’auto della vittima, un Suv Bmw di colore nero appena parcheggiato in un piazzale antistante all’esercizio commerciale. E poi è stato un attimo. Il passeggero, sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe sceso velocemente dalla moto, si sarebbe affiancato allo sportello lato giuda in una zona angusta perchè a fianco della Bmw si trovava un’altra auto, un’Alfa Romeo di colore chiaro, e avrebbe iniziato a sparare. Uno, due, tre, sino a circa venti colpi di fucile d’assalto. I bossoli sono schizzati dappertutto sul bianco cemento del piazzale. L’allarme è scattato immediatamente. Un amico della vittima che era sul posto, vedendo la scena, ha subito composto dal suo cellulare il “112” numero di emergenza. E sul posto sono giunti dopo qualche minuto il nucleo operativo della Compagnia carabinieri di Girifalco, guidato dal capitano Marco Porcedda, il comandante della Stazione di Borgia, Saverio Tolomeo, la sezione scientifica del comando provinciale dei carabinieri, oltre al suo comandante, il colonnello Claudio D’Angelo, e quello del reparto operativo, il maggiore Giorgio Naselli.
Gli inquirenti hanno subito cercato di capire la dinamica di quanto era successo. Ma non c’è voluto molto. Il vetro dello sportello lato guida era frantumato, così come quelli del lato destro della vettura. Segno evidente che i colpi d’arma da fuoco sarebbero partiti dall’angolo anteriore sinistro della vettura. poi è stata la volta delle persone che si trovavano nei pressi del luogo dell’agguato. Testimoni oculari che hanno riferito di due persone, molto probabilmente di sesso maschile, che sono arrivati a bordo di un motociclo sul luogo dell’agguato con il volto travisto dal casco.
A Roccelletta di Borgia è anche giunto il patologo forense dell’Università “Magna Græcia”, Giulio Di Mizio, che, insieme ai carabinieri della scientifica, ha effettuato un primo esame esterno del corpo di Cossari, coperto con un lenzuolo bianco allo sguardo dei curiosi che nel frattempo si erano assembrati nei pressi del luogo dell’agguato. Dell’accaduto è stato anche avvisato il sostituto procuratore della Repubblica di turno, la dottoressa Andreana Ambrosino, che si è recato sul luogo del delitto e, indossata anche lei la classica tuta bianca per evitare di contaminare i reperti, ha analizzato minuziosamente la scena del crimine.
Sul luogo dell’omicidio anche gli agenti della polizia municipale del comune di Borgia: a loro è stato dato il compito di deviare sulla viabilità interna le auto in direzione sud mentre quelle in direzione nord sono state fatte transitare sulla statale 106. Il traffico è defluito molto lentamente con conseguenti rallentamenti per la circolazione stradale.
Delicate le indagini che si stanno indirizzando verso i fatti di sangue che hanno interessato la zona: iniziando da quello del 23 maggio scorso quando sono stati feriti il 54enne Leonardo Catarisano e la figlia tredicenne per proseguire con gli omicidi dei fratelli Rosario e Giulio Cesare Passafaro. Il primo è stato assassinato il 18 settembre del 2007 e il secondo il 17 aprile scorso. Altri due omicidi sarebbero collegati, secondo gli investigatori, allo stesso movente. Sono quelli di Salvatore Pilò, presunto esponente di spicco della criminalità della zona jonica catanzarese, ucciso nel parcheggio di un centro commerciale di Catanzaro il 28 maggio del 2004 e di Giuseppe Graziano, nipote di Pilò, assassinato anch’egli a Roccelletta di Borgia il 13 gennaio del 2006 mentre si trovava nell’autolavaggio di cui era titolare.

Giuseppe Mercurio

Fonte GazzettadelSud

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